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L’effervescente spartito di Pietro Palma: Il suono dello Champagne

L’effervescente spartito di Pietro Palma: Il suono dello Champagne

Ci sono libri che si leggono come manuali, aridi e didascalici, e altri che si gustano come un buon calice di vino: complessi, precisi, capaci di sorprendere pagina dopo pagina. Il suono dello Champagne di Pietro Palma (Edizioni Ampelos) appartiene sicuramente alla seconda categoria. Non è soltanto un saggio sul vino: è un’opera che riesce a fondere rigore tecnico e leggerezza narrativa, unendo la chiarezza della divulgazione all’incanto della metafora musicale.

L’autore parte da un’idea tanto semplice quanto potente: lo Champagne non è solo vino, è un’esperienza armonica. Ogni scelta del vignaiolo – dal vitigno alla pressatura, dal dosaggio alla sboccatura – equivale a un cursore di un equalizzatore, a una levetta capace di spostare l’intero equilibrio della sinfonia. Ne nasce un racconto che, pur attraversando tutte le tappe del metodo champenois con precisione quasi chirurgica, mantiene sempre la freschezza di un brano jazz suonato dal vivo.

Uno dei meriti maggiori dell’autore è l’aver scardinato la retorica complicata e macchinosa che da secoli circonda le bollicine più celebri al mondo. Niente voli pindarici, niente stucchevoli metafore sulla “magia” o sulla “poesia” della fermentazione: Palma riporta lo Champagne con i piedi ben piantati nella terra da cui nasce, tra il gesso che riflette la luce, i pendii che drenano l’acqua e le scelte agronomiche e tecniche che fanno la differenza tra un vino mediocre e un vino capolavoro. E lo fa senza mai diventare pedante e, soprattutto, evitando il rischio di trasformare il suo libro in un manuale universitario. È piuttosto una guida di viaggio: arguta e un po’ ironica, che non teme di sdrammatizzare e smorzare i toni, quando serve.

La struttura stessa del volume è pensata per accompagnare il lettore in un percorso progressivo: dalla definizione di Champagne al mosaico di terroir, fino alla degustazione e alle prospettive della denominazione. Ogni capitolo sembra la tappa di una degustazione guidata, con il lettore seduto a un bancone ideale, che acquisisce conoscenza a piccoli sorsi.

La sua scrittura ha un ritmo che conquista: mai monotona, sempre ricca di esempi concreti, a tratti divertente, eppure decisamente intransigente. Non si ha mai l’impressione di “studiare”. Si ha la sensazione di ascoltare un appassionato che racconta lo Champagne con entusiasmo contagioso, capace di rendere affascinante anche la più tecnica delle spiegazioni.

La trovata del “suono” come chiave di lettura è una riuscitissima metafora: diventa una vera e propria griglia interpretativa che consente di leggere lo Champagne come un’opera collettiva di equilibri. Nel libro lo Champagne non è solo raccontato, è anche interpretato. Una interpretazione che ci ricorda che ogni bottiglia non è un miracolo improvviso e casuale, ma la somma di innumerevoli dettagli, come una partitura costruita nota dopo nota.

In un panorama editoriale dove abbondano guide, atlanti e volumi celebrativi sul tema, Il suono dello Champagne riesce a distinguersi perché non si limita a raccontare “cosa bere”, ma insegna a capire “come nasce ciò che beviamo”. È un libro che istruisce e non annoia, che può appassionare sia lo studente di enologia sia l’appassionato che vuole bearsi del fascino delle bollicine.

Alla fine della lettura, la tentazione è inevitabile: stappare una bottiglia e ascoltarne davvero il “suono”. L’autore riesce a trasformare un prodotto di lusso, spesso avvolto da un’aura di inaccessibilità, in un fenomeno umano, culturale e tecnico, avvicinandolo al lettore senza togliergli un briciolo di fascino.

Se molti libri sul vino ci lasciano con una nozione in più, questo ci lascia con una bella consapevolezza e con un desiderio diverso: riascoltare, calice in mano, la melodia che ogni produttore di Champagne ha deciso di scrivere per noi.

Il suono dello Champagne è dunque più di un libro: è un invito a degustare con le testa, oltre che con il palato. E, cosa non da poco, a godersi un testo che sa essere serio senza mai prendersi troppo sul serio. Un brindisi scritto che mi è piaciuto molto.

Diverse anime, un vitigno: il Pinot Nero dell’Alto Adige

Diverse anime, un vitigno: il Pinot Nero dell’Alto Adige

Dopo la pausa estiva AIS Sardegna riprende i seminari riservati ai soci. Venerdì 10 ottobre alle ore 19:00, presso l’Hotel Carlo Felice, l’occasione di approfondimento – organizzata in collaborazione con il Consorzio Vini Alto Adige, d’intesa con la Delegazione di Sassari – avrà ad oggetto uno dei vitigni altoatesini più rappresentativi: il Pinot Nero.

Unanimemente considerato tra i vitigni nobili, il Pinot Nero ha trovato in Alto Adige condizioni ideali che gli consentono di dar vita a vini di grande eleganza ed espressività. Il seminario proporrà ai partecipanti una lettura del vitigno volta a individuare le diverse anime che può esprimere in ragione del terroir e dell’interpretazione dell’enologo. Le differenti altitudini, i microclimi e la varietà di suoli contribuiscono infatti a creare un panorama di stili, rendendo il Pinot Nero altoatesino sorprendentemente versatile, capace quindi di narrare storie diverse, pur rimanendo fedele alla sua radice varietale. La degustazione che seguirà  si propone di rendere tangibili le differenze tra le etichette in assaggio, ciascuna espressione di un terroir unico e del diverso approccio enologico. Si prospetta pertanto una serata intrigante e di sicuro interesse.

Il seminario, sarà condotto da André Senoner; originario della Val Gardena, sommelier professionista, Master Pinot Noir 2021 e Professionista dell’anno 2022. 

Vini proposti in degustazione:

Alto Adige Val Venosta DOC Pinot Nero 2023 – Marinushof
Alto Adige DOC Pinot Nero Windschnur 2022 – Tenuta Castel Rametz
Alto Adige DOC Pinot Nero Anrar 2022 – Cantina Andriano
Alto Adige DOC Pinot Nero Maglen 2022 – Cantina Tramin
Alto Adige DOC Pinot Nero Riserva Matan 2022 – Pfitscher
Alto Adige DOC Pinot Nero Vigna Kofl 2022 – Peter Zemmer
Alto Adige DOC Pinot Nero Riserva Lehmont 2022 – Cantina Sankt Pauls
Alto Adige DOC Pinot Nero Riserva Trattmann 2022 – Cantina Girlan

 


Dettagli Evento

  • Data: venerdì 10 ottobre 2025
  • Sede: Hotel Carlo Felice (Via Carlo Felice 43, Sassari)
  • Orario: 19:00
  • Relatore: Sommelier André Senoner
  • Contributo Soci: € 30,00 (in regola con la quota associativa 2025)
  • Posti disponibili: max 50
  • Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti e fino al 6 ottobre 2025. Dopo tale scadenza sarà ammessa l’iscrizione di soci non in regola (quota € 30 + IVA) e non soci (quota € 40 + IVA) nei limiti della capienza stabilita.
  • Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne  avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. Dal rimborso della quota sarà detratta una somma di € 5,00 a titolo di spese amministrative.
  • La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
  • Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti (per l’inserimento in lista d’attesa inviare un messaggio whatsapp al 349 0683997).
  • Bicchieri da degustazione: i partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i bicchieri.

NON SOCI e SOCI 2024
DEVONO ESEGUIRE ACQUISTI SINGOLI E NOMINATIVI (NOME, COGNOME, CODICE FISCALE E TUTTI GLI ALTRI DATI)

NON SONO AMMESSE ISCRIZIONI E PAGAMENTI A NOME DI SOCIETÀ

           segreteria@ais.sardegna.it
    Sommelier Franco Melis 349 0683997

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Sulle Strade del Vino tedesche: un viaggio nella viticoltura del Pfalz

Sulle Strade del Vino tedesche: un viaggio nella viticoltura del Pfalz

Francesco Piras, ricercatore presso il Dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Sassari, ci ha proposto questo suo reportage sull’areale del Pfalz (Palatinato), incentrato soprattutto sull’analisi dell’attività enoturistica. Pubblichiamo volentieri il suo contributo, per l’importanza dell’argomento trattato e per la cura e la chiarezza divulgativa che contraddistinguono il testo e le foto, realizzate dallo stesso autore. (G.D.)

Nella parte sud-occidentale della Germania, tra dolci colline, castelli medievali e villaggi pittoreschi, si snoda la Deutsche Weinstraße, la “strada del vino” tedesca, un percorso che unisce il fascino della tradizione con una profonda vocazione alla viticoltura d’eccellenza.

Questa regione, una delle più importanti e suggestive aree vitivinicole della Germania, rappresenta un esempio virtuoso di come tradizione, innovazione e sostenibilità possano convivere.

Durante un recente soggiorno, ho avuto l’opportunità di visitare tre cantine rappresentative di diverse storie, approcci e modi di vivere l’enoturismo, oltre al prestigioso Weincampus, centro universitario dedicato alla formazione e alla ricerca in enologia e viticoltura. Ne è nato un racconto fatto di persone, scelte produttive e paesaggi, che restituisce l’immagine di un comparto dinamico, aperto al mondo ma profondamente radicato nel territorio. La magnifica esperienza vissuta nel Pfalz non sarebbe stata tale senza la preziosa disponibilità della collega Laura Ehm, docente di marketing ed economia aziendale, la cui accoglienza e generosità nel trascorrere il suo tempo con me è andata oltre ogni aspettativa.

Cantina Von Winning: eleganza e tradizione

La prima visita è stata alla cantina Von Winning, situata nel suggestivo borgo di Deidesheim che merita sicuramente una visita e che può essere considerato come uno dei cuori pulsanti di questa regione con le sue molteplici cantine perfettamente integrate tra le vie del centro.

Con una produzione di circa 500.000 bottiglie esportate in 49 paesi e una superficie vitata di 65 ettari (più altri 20 in affitto), l’azienda è membro dell’associazione di qualità VDP che certifica le loro bottiglie attraverso il famoso simbolo inserito nelle capsule. I vitigni principali sono il riesling e, in misura minore, il sauvignon blanc e il pinot nero.

La cantina, fondata nel 1849 e costruita in pietra rossa, conserva al suo interno imponenti botti da 1500 litri, utilizzate ancora oggi per la maturazione e l’addomesticamento del riesling, vitigno di punta della cantina. Il legno gioca un ruolo importante nei processi di vinificazione, affiancato da vasche in acciaio inox per garantire equilibrio fra tradizione e tecnologia.

Tra i vini degustati, il Riesling WIN WIN, ottenuto da uve provenienti da Deidesheim e Ruppertsberg, 12% vol, si è rivelato un bianco minerale e aromatico. Metà del vino fermenta spontaneamente e matura in botti di legno neutro e metà in acciaio inox. Si tratta di un vino corposo e saporito, con una nota di freschezza legata all’acidità non verde ma da uva matura che conferisce una grande piacevolezza di beva.

Il Riesling Deidesheimer 2023, ottenuto con uve provenienti dai migliori vigneti di Deidesheim, fermentato principalmente in rovere per almeno sette mesi, esprime eleganza e freschezza, tipica dei suoli di arenaria, con sentori di frutta bianca e una leggera nota di riduzione.

Infine, lo spumante Riesling Extra Brut, metodo classico con affinamento sui lieviti per 36 mesi, ha colpito per il perfetto equilibrio tra acidità e perlage, e per l’aroma delicato che valorizza il vitigno mentre la sua bassa gradazione alcolica, 12% vol., ne facilita la beva.

L’ampia gamma di referenze completa una offerta enoturistica che prevede degustazioni nel curatissimo punto vendita aziendale, visite guidate, eventi nei raffinati ambienti della cantina e un ristorante di alta gamma.

Cantina Berizzi: il volto giovane del vino tedesco

Il secondo incontro è stato con la giovane coppia Julius e Janina Berizzi, enologo lui, esperta di marketing lei. Nel 2019 hanno rilevato una storica cantina a Edenkoben, nel Palatinato meridionale, mantenendo viva la tradizione ma introducendo elementi di forte innovazione.

La giovane coppia ha mantenuto parte della linea storica dei vini che hanno da sempre caratterizzato la cantina ma al contempo hanno rinnovato completamente gli ambienti, hanno creato una nuova linea di pronta e facile beva e forniscono un ampio ventaglio di proposte enoturistiche che vanno da una folta programmazione di incontri ed eventi in cantina a lezioni di cucina e abbinamento cibo-vino, il tutto attraverso una comunicazione giovane ed efficace.

I loro vini biologici nascono da una filosofia minimalista: nessuna chiarifica preliminare, fermentazioni spontanee senza controllo della temperatura, affinamenti in botti di legno neutro del Palatinato. Il risultato sono vini minerali, espressivi ma di grande bevibilità.

Cantina Bernard Koch: sostenibilità e relazione con il cliente

La terza visita è stata alla cantina Bernard Koch, realtà da 53 ha con una produzione annua di 600 mila bottiglie. Due terzi della produzione è venduta direttamente dall’azienda tramite l’e-commerce o il punto vendita aziendale, grazie a un modello basato sulla fidelizzazione del cliente, prezzi fissi e trasparenti e un rapporto prezzo qualità vantaggioso. L’approccio della famiglia Kock si basa su un contatto diretto con i consumatori. La cantina è aperta 7 giorni su 7, il sabato e la domenica i proprietari sono coinvolti in prima persona nelle attività di accoglienza. L’offerta è arricchita da un ristorante e un bistrot interni e da formule enoturistiche che vanno dalla semplice degustazione a tour completi con abbinamenti cibo-vino.

Nel 2017, la famiglia Koch ha deciso di adottare un approccio olistico alla sostenibilità ottenendo la certificazione Fair’n Green per la propria azienda vinicola. Oggi l’agricoltura sostenibile va ben oltre la protezione fitosanitaria ecocompatibile in vigna. Comprende anche l’intero spettro del consumo energetico e dell’impatto ambientale, della gestione dei rifiuti e delle condizioni di lavoro eque per i dipendenti. La nuova cantina, inaugurata nel 2021, ha migliorato i flussi di lavoro e ospita una moderna struttura di vinificazione, con acciaio inox, 900 barrique e grandi botti di rovere.

Tra i vini degustati in compagnia del sig. Koch, il Riesling Weyher 2023, 12,5% vol, si è distinto per la sua asciuttezza, mineralità e aromi di pesca e agrumi: un vino secco, diretto e identitario.

Il Weincampus: formazione e ricerca per la viticoltura del futuro

Il Weincampus di Neustadt rappresenta uno dei fiori all’occhiello del sistema vitivinicolo tedesco. Centro universitario nato dalla collaborazione tra Hochschule Kaiserslautern e istituzioni pubbliche e private, offre corsi di laurea triennale e magistrale in enologia e viticoltura, con forte impronta interdisciplinare.

La struttura integra laboratori all’avanguardia, strette collaborazione con le cantine e imprese del settore vitivinicolo e una didattica che guarda alla sostenibilità, all’internazionalizzazione e all’innovazione. Il contatto diretto con la filiera, e l’attenzione alla sperimentazione rendono il Weincampus un modello formativo efficace e replicabile. Il Campus dispone di campi sperimentali e vigneti di proprietà, una cantina ottimamente attrezzata anche con strumentazioni per progettazioni pilota, e un punto vendita all’interno del quale vengono proposti al pubblico i vini ottenuti dalle attività sperimentali sui vitigni PIWI e le etichette frutto delle attività didattiche portate avanti con gli studenti.

Riflessioni finali

Il viaggio nel Palatinato ha offerto uno sguardo su un sistema vitivinicolo efficiente, orientato alla qualità e capace di parlare al mondo senza dimenticare le proprie radici. Le cantine visitate mostrano approcci diversi ma complementari, dalla tradizione aristocratica di Von Winning alla spinta innovativa dei giovani Berizzi, fino al modello customer oriented e sostenibile di Koch.

In tutti i casi, emerge l’importanza del rapporto con il consumatore, esaltata da una attività di accoglienza curata nei dettagli e gestita in modo assolutamente professionale. Le cantine sono bellissime, tanto da non sembrare dei luoghi di produzione, e perfettamente integrate nei paesi, altrettanto accoglienti, in cui tutto ruota attorno alla coltivazione della vite.

Alla base della virtuosa evoluzione della viticoltura tedesca, un ruolo centrale viene giocato dalla formazione. Il mondo produttivo può contare su un apporto scientifico di qualità. La ricerca scientifica non agisce in condizioni isolate, oggettive e decontestualizzate ma in un contesto ben definito con interazioni e trasferimenti tecnico scientifici con gli altri attori a monte e a valle della vigna. La regione del Pfalz sembra abbracciare un modello organizzativo con alla base il concetto di comunità, condivisione, cooperazione, trasferimento delle conoscenze e formazione intesa come arricchimento delle persone oltre che specializzazione professionale.

Un’esperienza che suggerisce spunti preziosi anche per il contesto italiano, in termini di promozione, sostenibilità e soprattutto connessione tra ricerca e impresa.

Le due vie dello Champagne: Due vitigni, due caratteri, un’unica destinazione

Le due vie dello Champagne: Due vitigni, due caratteri, un’unica destinazione

Ci sono luoghi che non smettono mai di stupire. La Champagne è uno di questi: terra di contrasti e armonie, di vitigni che si inseguono e si completano. Dentro questa magia si muovono due protagonisti assoluti: due vitigni, due caratteri, un intreccio di storie che nel calice svelano tutte le molteplici e diverse le sfumature di un territorio senza eguali.

Martedì 14 ottobre, ci attende il primo capitolo di una nuova stagione di incontri. Un appuntamento che segna il ritorno al piacere di stare insieme, di condividere il sapere e l’emozione di un grande calice.

Questa volta non parleremo di maison o di etichette: ci concentreremo sulle radici, sui vitigni che danno vita a interpretazioni uniche. Due anime distinte che raccontano lo stesso territorio: lo Chardonnay, custode di eleganza e misura, espressione limpida della purezza del terroir e il Pinot Nero, nobile e intenso, capace di regalare profondità, struttura e una personalità che non lascia indifferenti.

Per entrare davvero nel cuore di questo dualismo, degusteremo 6 Champagne in comparata: tre Blanc de Blancs da Chardonnay e tre Blanc de Noirs da Pinot Nero. Un percorso in sei tappe che metterà a confronto stili, territori e sensibilità produttive, offrendo un’esperienza unica di equilibrio e contrasto.

Un incontro pensato  per comprendere meglio come due strade distinte possano condurre alla stessa destinazione: quell’universo di emozioni che chiamiamo Champagne. Un mosaico di terroir, sensibilità dei produttori e scelte stilistiche che, sorso dopo sorso, si rivela in tutta la sua complessità.

A guidarci in questo viaggio sarà Luisito Perazzo, sommelier e formatore di straordinaria esperienza. Milanese d’adozione, proprio a Cagliari nel 2005 ha conquistato il titolo di Miglior Sommelier d’Italia; un traguardo che ha segnato l’inizio di un percorso brillante che lo ha portato oggi ad essere tra le voci più autorevoli e appassionate della sommellerie italiana, capace di rendere ogni degustazione un racconto coinvolgente e accessibile.

Un seminario da non perdere per chi ama lo Champagne e vuole scoprire come da due vitigni possano nascere mondi diversi, contrasti armonici, sorprese infinite.

👉 I posti sono limitati: prenotate subito e assicuratevi di vivere con noi questa esperienza unica.

Blanc de Blancs:

– Latitude Blanc de Blancs Larmandier Bernier, Vertus Côtes de Blancs

– Blanc de Blancs Nature, Laherte Frères

– Blanc Absolu Blanc de Blancs, Minière F&R

Blanc de Noirs:

– Blanc de Noirs Brut Fleury, Courteron

– Blanc de Noirs Dosage Zero Grand Cru, Patrick Soutiran

– Oeil de Perdrix, Jean Vesselle

 

 

 

 

  cagliari@ais.sardegna.it
Sommelier Simona Gulli 370 1232810

Se siete interessati, affrettatevi a formalizzare la vostra iscrizione; i posti disponibili sono 95. 

Dettagli evento:

  • Data: martedì 14 ottobre 2025
  • Relatori: Sommelier Luisito Perazzo
  • Sede: Caesar’s Hotel – Via Charles Darwin, 2/4, 09126 Cagliari CA
  • Orario: 20:00
  • Contributo Soci: € 50,00 (in regola con la quota associativa 2025)
  • Contributo Soci 2024 non in regola con la quota 2025 al momento dell’iscrizione: € 50,00 + IVA
  • Contibuto NON SOCI€ 60,00 +IVA
  • Posti disponibili: max 95
  • Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 10 ottobre 2025
  • Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne  avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. Dal rimborso della quota sarà detratta una somma di €5,00 a titolo di spese amministrative. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
  • Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa (esclusivamente tramite mail a cagliari@ais.sardegna.it) e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
  • Bicchieri da degustazione: i soci e sommelier partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i bicchieri.

 

I NON SOCI e i SOCI 2024 DEVONO ESEGUIRE ACQUISTI NOMINATIVI (NOME E COGNOME E CODICE FISCALE E TUTTI GLI ALTRI DATI)

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Elezione del Consigliere su base di delegazione di SASSARI

Elezione del Consigliere su base di delegazione di SASSARI

Come già comunicato sul sito nazionale e regionale, Sabato 13 settembre 2025 dalle ore 10 si procederà all’elezione del Consigliere eletto su base di delegazione di SASSARI. 
Il seggio si terrà presso l’Hotel Carlo Felice (in via Carlo Felice) a Sassari e sarà aperto dalle ore 10.00 fino alle 17.00 della stessa giornata. 

All’esito delle verifiche da parte della Commissione Elettorale Centrale delle candidature pervenute, si riporta di seguito il nominativo dell’unico candidato alla carica di Consigliere Regionale:

Circosta Salvatore – Nato il 05/06/1976 – Delegazione di Sassari

Ai sensi dell’art. 9 del regolamento elettorale pubblichiamo di seguito il comunicato elettorale pervenuto dal candidato.

Ciao a tutti, 

Mi sono candidato a consigliere di Delegazione nel consiglio direttivo regionale AIS e vorrei condividere con voi le motivazioni che mi spingono a farlo.

In questi anni ho avuto la fortuna di osservare da vicino il lavoro della nostra Delegazione, e posso dire con sincerità quanto io abbia apprezzato l’impegno, la passione e la dedizione di chi ci ha guidato finora e che continuerà ad ispirare la mia azione. Il percorso intrapreso rappresenta non solo un traguardo importante, ma anche una base solida su cui continuare a costruire insieme esperienze sempre più significative.

Il mio desiderio è proseguire lungo questa strada, contribuendo a valorizzare e, dove possibile, migliorare quanto è stato realizzato. Credo che anche piccoli miglioramenti possano fare una grande differenza, rendendo il nostro lavoro più efficace, gratificante e significativo per tutti i soci della Delegazione.

Un tema che mi sta particolarmente a cuore è la partecipazione e la crescita del GdS in senso ampio: tutti coloro che contribuiscono all’organizzazione della Delegazione – sommelier, direttori, relatori, consiglio di Delegazione – sono parte di un gruppo che può raggiungere risultati straordinari quando ciascuno si sente ascoltato, motivato e coinvolto. Vorrei contribuire a creare un ambiente positivo, dove ognuno possa sentirsi valorizzato, stimolato a dare il meglio e libero di condividere idee, competenze e suggerimenti. Credo fermamente che la crescita individuale e quella del gruppo siano strettamente collegate, e che lavorando insieme possiamo raggiungere traguardi sempre più importanti… e anche divertenti!

Candidarmi non significa solo continuare un percorso già avviato: è anche la voglia di crescere, imparare dalle esperienze passate e dare il mio contributo per costruire qualcosa di duraturo e significativo. Voglio portare energia, entusiasmo e attenzione ai progetti futuri, continuando a rafforzare sia la qualità del nostro lavoro sia il senso di appartenenza tra tutti i colleghi.

Vi ringrazio sinceramente per l’attenzione e, spero, per la fiducia che vorrete affidarmi. Sarò felice di confrontarmi con chiunque voglia condividere idee o discutere proposte, così da costruire insieme un percorso ancora più ricco e partecipato.

E vi invito tutti a partecipare alle elezioni del 13 settembre: la vostra presenza sarà un segno concreto di sostegno e contribuirà a rappresentare con forza l’unità, l’entusiasmo e la volontà di portare avanti, insieme, il lavoro costruito in questi anni”.

Salvatore Circosta

 

CONVOCAZIONE ASSEMBLEA ELETTORALE

Il Consiglio Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier, con delibera assunta in data 27 marzo 2025 ha indetto le elezioni suppletive per il rinnovo degli organi sociali regionali/territoriali 2022-2027 per l’elezione del Consigliere eletto su base di delegazione di SASSARI.

Le elezioni si terranno il giorno 13 settembre 2025.

Tutte le informazioni sono disponibili sulll’avviso pubblicato sul sito dell’AIS nazionale al quale si rimanda.

Dopo il 14 agosto pubblicheremo i nomi dei candidati.