da Redazione | Mag 29, 2026 | 2026, Articoli
Quella che si è svolta in data 22 maggio presso la Delegazione AIS di Sassari non è stata soltanto una masterclass, ma un’immersione colta e stratificata nell’universo di uno dei vini più emblematici e, al tempo stesso, più dibattuti dell’enologia italiana: il Chianti, o più precisamente il Chianti Classico.
Tra sedimentazioni storiche, narrazioni spesso contraddittorie e quella sottile complessità che appartiene alle grandi denominazioni, l’incontro si è dispiegato sotto la guida autorevole di Valentino Tesi. Con misura e precisione, il suo racconto ha attraversato numeri, altitudini, esposizioni, stratigrafie geologiche e assetti pedoclimatici, ma soprattutto ha restituito il mosaico interpretativo e filosofico che definisce oggi la fisionomia del Chianti Classico.

Un percorso che ha naturalmente toccato anche il tema delle U.G.A., le Unità Geografiche Aggiuntive, e il ruolo del Consorzio Vino Chianti Classico, promotore di una serata capace di coniugare rigore analitico e profondità di visione.
Profondità di visione, appunto, perché parlare di Chianti Classico significa entrare in una trama che intreccia donne e uomini, lignaggi, intuizioni e slanci lungimiranti, restituendo il profilo di un vino che affonda le proprie radici in una memoria quasi ancestrale. Ma significa anche confrontarsi con una denominazione che, nella sua storia più recente, ha conosciuto letture divergenti, entusiasmi e riserve, quasi a dividersi lungo una linea critica sottile tra adesione e dissenso.
In questo scenario, un punto resta fermo: il sangiovese, vero baricentro stilistico e culturale del Chianti Classico. Per lungo tempo interprete di un equilibrio corale costruito insieme ad altre varietà, autoctone e anche internazionali — canaiolo nero, ciliegiolo, colorino, fogliatonda, malvasia nera, mammolo, pugnitello, ma anche cabernet franc, cabernet sauvignon, merlot e syrah — oggi il vitigno principe sembra imporsi con un protagonismo sempre più netto.

Cosa abbiamo degustato? Otto etichette, otto vini, ma soprattutto otto Chianti Classico. Una degustazione pensata non per puntare il dito, bensì per mettere in risalto la cura dei dettagli: proprio quei dettagli che fanno la differenza. Lo dimostra, prima di tutto, il riassetto della denominazione che, nel 2014, ha introdotto una nuova tipologia. Nasce così, per la prima volta in Italia, una denominazione che pone al vertice la qualità con la “Gran Selezione”. Si parte dal Chianti Classico Annata, specchio più immediato della tipologia; si prosegue con il Chianti Classico Riserva, dotato di maggiore struttura e persistenza; fino ad arrivare al Chianti Classico Gran Selezione, vertice espressivo di equilibrio, longevità e visione prospettica.
Chianti Classico “La porta di Vertine” 2023 – Bertinga
Ci troviamo nel territorio di Gaiole, con vigneti posti intorno ai 500 metri s.l.m. Ottenuto dal vigneto “La porta di Vertine”, è un sangiovese in purezza, maturato per 14 mesi in cemento e affinato a lungo in vetro. Nel calice si mostra diretto, nitido e profondamente varietale: un Chianti Classico che si riconosce senza esitazioni. Al naso emergono ciliegia selvatica e arancia rossa, mentre il sorso si distende con freschezza vibrante, ritmo e scorrevolezza.
Chianti Classico 2024 – Cigliano di Sopra
L’areale è quello di San Casciano, dove i vigneti raggiungono al massimo i 300 metri s.l.m. Qui i vini tendono ad assumere toni più maturi, con una struttura più evidente e una freschezza meno affilata. La vinificazione avviene a grappolo intero, con fermentazione spontanea e senza filtrazione. Al naso emerge subito un frutto più polposo, accompagnato da richiami di speziatura dolce, macchia mediterranea e leggere sfumature balsamiche. All’assaggio, la freschezza resta comunque protagonista, pur confrontandosi con una trama tannica ancora leggermente ruvida. Ne deriva un insieme sospeso tra eleganza e qualche affascinante irregolarità stilistica.

Chianti Classico “Villa Antinori” Riserva 2023 – Antinori
Ventisei generazioni di viticoltori, dal 1385 a oggi, fanno di questa realtà una delle aziende vitivinicole più longeve al mondo. Pioniera nel panorama del vino italiano, opera anch’essa nell’areale di San Casciano. È un vino che manifesta fin da subito una propria identità: non ricerca l’omologazione, ma privilegia una cifra stilistica di ampia leggibilità, fondata su continuità e precisione esecutiva. La base è costituita da almeno l’80% di Sangiovese, affiancato da una quota di vitigni internazionali. Il profilo olfattivo si fa più generoso (frutta in confettura, peperone rosso, spezie, note balsamiche), mentre l’assaggio appare più materico, sostenuto da rotondità ed equilibrio. Tuttavia, emerge una considerazione: si percepisce un vino più orientato allo stile aziendale che a una rigorosa espressione del territorio.
Chianti Classico “Vignalparco” Riserva 2022 – Casa Emma
Colline che sfiorano i 400 metri, tra calcare, roccia e argilla: ci troviamo nell’area di San Donato in Poggio. Anche il quarto vino in degustazione conferma la centralità del Sangiovese in purezza. Ma qui entra subito in gioco un elemento decisivo: l’annata 2022, calda e siccitosa. Nel calice emergono tonalità intense, frutto maturo e una complessità che richiama erbe aromatiche essiccate e cenni balsamici. La freschezza sostiene un tannino ancora scalpitante e di forte personalità, chiara espressione di un’annata complessa.
Chianti Classico Gran Selezione “Vigneto di Campolungo” 2021 – Lamole di Lamole
Salotti, banchetti ed esperienze legate al vino: queste sono solo alcune delle attività che contraddistinguono questa azienda. Ci troviamo nel vigneto di Campolungo, a Lamole, suggestiva frazione del comune di Greve in Chianti. Qui le altitudini si fanno più decise, tra i 450 e i 580 metri s.l.m., con punte che sfiorano i 700 metri. Dominano le arenarie del cosiddetto “macigno toscano”, elemento distintivo di questa zona. L’esordio olfattivo è quasi in punta di piedi: timido, ma di sottile e minuziosa eleganza. Emergono spezie dolci, frutto maturo e cenni di arancia candita. L’assaggio è aggraziato e scorrevole, sostenuto da un tannino mai dominante, capace di garantire struttura e bilanciare acidità e componente alcolica senza risultare aggressivo. Personalmente, lo considero il vino della serata.
Chianti Classico Gran Selezione Gaiole 2019 – Capannelle
Rinomata realtà di Gaiole in Chianti, fondata negli anni Settanta e da sempre associata a vini di elevato profilo qualitativo. Anche qui troviamo un sangiovese in purezza proveniente da una selezione che non supera le 4.000 bottiglie. Nel calice mostra tonalità più calde e primi cenni evolutivi, con riflessi granati. Al naso appare inizialmente contratto, ma lascia emergere richiami di frutto scuro, sottobosco, humus, resine e ginepro. Il sorso conferma questa impostazione austera e si sviluppa soprattutto sulla trama tannica, accompagnata da interessanti richiami umami e leggere sensazioni iodate. Meno convincente, al momento, la persistenza gustativa, piuttosto contenuta. Vino ancora in fase di definizione.
Chianti Classico Gran Selezione Greve “La Corte” 2021 – Castello di Querceto
Vigna La Corte, 100% sangiovese, 440/470 metri s.l.m. Siamo a Greve in Chianti, nella porzione nord-orientale dell’areale del Chianti Classico. Castello di Querceto è una storica realtà di questo areale, di proprietà della famiglia François fin dalla fine dell’Ottocento. L’azienda si distingue per una produzione fortemente legata al sangiovese e alla valorizzazione delle singole vigne. Nel calice mostra una tonalità carminio profonda e compatta. Il profilo olfattivo restituisce gioventù e nitidezza di frutto, accompagnate da eleganti sfumature di lieve tostatura. Il sorso trova equilibrio tra struttura, dinamismo gustativo e scorrevolezza di beva. Si esprime con armonia, precisione e notevole compostezza gustativa.
Chianti Classico Gran Selezione Gaiole “Castello di Brolio” 2022 – Ricasoli
Chiude, forte anche di un prestigio storico indiscusso, la degustazione della Gran Selezione di casa Ricasoli: Castello di Brolio 2022, etichetta che rappresenta l’apice produttivo dell’azienda. Solo uve sangiovese provenienti da diversi areali — Macigno del Chianti (arenarie), Scaglia Toscana (galestro) e Monte Morello (alberese). Colpisce per energia, nitidezza e precisione olfattiva, delineando un profilo cesellato sul frutto maturo e sulla spezia dolce, con richiami vegetali di resina e cenni di agrumi rossi, perfettamente integrati. Il sorso mantiene le promesse: verticale, dinamico, sostenuto da un tannino composto e raffinato. “Invitante” è forse l’aggettivo che meglio ne sintetizza la personalità.
Al di là dei numeri e delle percentuali di sangiovese, questa masterclass mi ha dato un grande senso di scoperta. Torno da Sassari con una convinzione in più: siamo davanti a un’area vinicola di cui si parla tanto, ma che forse viene esplorata e percorsa ancora troppo poco.
Per me, leggere il vino non significa solo esercitare i sensi a riconoscere un profumo di arancia candita o misurare la trama di un tannino. Significa, prima di tutto, coglierne l’emozione che quel calice sa evocare. Il vino non è una materia fredda da classificare, ma rappresenta una storia viva e vivente, che racconta della terra e delle persone che la lavorano.
Durante le otto degustazioni, ho quasi potuto sentire l’eco di una parlata, quella fonetica toscana così fiera e vibrante, che si riflette nel carattere del sangiovese.
È un vino straordinario perché vive di un paradosso: è semplice senza mai diventare banale, articolato ma accessibile, profondamente popolare nel modo di essere bevuto eppure, in fondo, mantiene radici aristocratiche.
Alla fine della serata, messi da parte i panni dello studente e coccolati da un’ottima fainè sassarese gentilmente offerta dalla Delegazione di Sassari, resta la consapevolezza di aver incontrato nel bicchiere qualcosa di prezioso. Forse la Toscana più autentica, intatta e senza tempo del Chianti Classico.
da Simona Gulli | Mag 5, 2026 | 2026, Laboratori, Senza categoria
Il fascino del Gallo Nero approda a Sassari per un viaggio istruttivo e ammaliante alla scoperta del Chianti Classico, delle sue peculiarità e dei suoi tratti distintivi. Per comprendere l’anima di questo territorio è necessario risalire al lontano 1716, quando il bando di Cosimo III de’ Medici definì i confini del primo nucleo storico tra Firenze e Siena, ponendo le basi per quella che oggi è una delle denominazioni più prestigiose al mondo.
L’incontro permetterà di approfondire l’importante novità introdotta nel 2021: l’approvazione delle UGA (Unità Geografiche Aggiuntive), entrate ufficialmente in vigore nel 2023 per valorizzare l’identità e la territorialità di ogni singola zona.
A condurci in questo approfondimento sarà Valentino Tesi, Miglior Sommelier d’Italia 2019 e profondo conoscitore della regione. Attraverso una batteria esclusiva, appositamente selezionata dal relatore per l’occasione, analizzeremo come il sangiovese si moduli tra differenti suoli e microclimi nelle tre grandi espressioni della denominazione: partendo dall’annata, che con i suoi 12 mesi di maturazione rappresenta l’immediatezza fruttata, passando per la Riserva, che richiede 24 mesi di evoluzione per ottenere una struttura più complessa, fino alla Gran Selezione. Quest’ultima, prodotta esclusivamente da vigne di
proprietà con un invecchiamento minimo di 30 mesi, rappresenta il vertice qualitativo della piramide e la massima espressione del territorio, soprattutto per quanto riguarda il potenziale evolutivo.
Se siete interessati, affrettatevi a formalizzare la vostra iscrizione; i posti disponibili sono solo 40.

Ecco l’elenco dei vini in degustazione:
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Chianti Classico – Bertinga
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Chianti Classico – Cigliano di Sopra
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Chianti Classico Riserva – Villa Antinori
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Chianti Classico Riserva – Vignalparco Casa Emma
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Chianti Classico Gran Selezione – Campolungo Lamole di Lamole
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Chianti Classico Gran Selezione – Capannelle
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Chianti Classico Gran Selezione – La Corte Castello di Querceto
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Chianti Classico Gran Selezione – Castello Brolio Ricasoli
segreteria@ais.sardegna.it
Sommelier Luisa Teatini: 3472264893
Dettagli Evento
- Data: venerdì 22 maggio 2026
- Sede: Hotel Carlo Felice Via Carlo Felice 43, Sassari
- Orario: 19:00
- Contributo Soci: € 35,00 (in regola con la quota associativa 2026)
- Posti disponibili: max 40
- Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti e fino al 20 maggio 2026
- Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. Dal rimborso della quota sarà comunque detratta una somma di € 5,00 a titolo di oneri per spese amministrative. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
- Lista d’attesa: : All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti ((per l’inserimento in lista d’attesa inviare un messaggio Whatsapp al 3472264893).
- Bicchieri da degustazione: i partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i bicchieri.
EVENTO RISERVATO AI SOLI SOCI IN REGOLA CON LA QUOTA AIS 2026
NON SONO AMMESSE ISCRIZIONI E PAGAMENTI A NOME DI SOCIETÀ E TITOLARI DI PARTITA IVA IN GENERE

da Simona Gulli | Apr 9, 2026 | 2026, Articoli, Laboratori, News
Dalla finestra si vedeva il verde dell’orto e fra questo verde, il grigio e l’azzurro dei monti. Un grande portone fermato da ganci e stanghe tinto di marrone scuro dava sulla strada. A questo portone una mattina di maggio si affaccia una bambina bruna e seria con gli occhi castani limpidi e grandi le mani e i piedi minuscoli vestita di un grembiule grigiasto con le tasche, con le calze di grosso cotone grezzo, dondolante su una gamba su e giù, aspetta che passi qualcuno o qualcuno si affacci dalla finestra di fronte per comunicare una notizia improvvisa. E’ Cosima non ancora Grazia.
Siamo nell’incipit di un filo che inizia l’ordito di una trama lunga una vita fatta d’intrecci di radici di sardità antica, di famiglia e razza e un sogno irrefrenabile e ribelle che porterà Cosima a diventare Grazia, premio NOBEL nel 1926.
Omaggio a Grazia Deledda: Un Percorso Emozionale e Sensoriale
Sullo sfondo di una Sardegna antica, tra il verde rigoglioso degli orti e il profilo grigio-azzurro dei monti, si affaccia al portone di casa una bambina bruna e seria. È Cosima, non ancora Grazia, colta in quel momento sospeso di un’infanzia nuorese fatta di sguardi limpidi e sogni ribelli. Per celebrare questa figura immensa, l’AIS Gallura organizza un evento d’eccezione presso il Museo del Vino di Berchidda, in via Gian Giorgio Casu 5. Nella serata di venerdì 24 aprile, i partecipanti saranno guidati in un’esperienza sinestetica totale: un intreccio perfetto tra sette figure di donne, sette brani letterari e sette vini d’eccellenza.
La conduzione della degustazione sarà affidata alla sensibilità di Attilia Medda, che saprà tessere i fili della narrazione enologica intrecciandoli alle suggestioni dei testi deleddiani. L’atmosfera sarà resa ancora più vibrante dall’accompagnamento musicale dal vivo eseguito da due virtuose di arpa, Sara Ruiu, e flauto, Luisa Maria Carossino, dell’Associazione Vilsait, le cui note faranno da eco alle parole e ai profumi dei calici in un crescendo emozionale unico. Un invito a riscoprire l’anima della Sardegna attraverso i sensi, rendendo omaggio a una scrittrice che ha saputo rendere universale il respiro della sua terra.
Di seguito i vini in degustazione:

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Vermentino di Sardegna DOC, Narami, Cantina Gianluigi Deaddis
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Romangia IGT, Li Sureddi Bianco, Antichi Vigneti Manca
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Mandrolisai DOC Atzara, La Dolce Vigna
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Isola dei Nuraghi IGT Bovale, BVL Memorie di Vite, Quartomoro
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Carignano del Sulcis Superiore DOC, Arruga, Sardus Pater
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Vernaccia di Oristano Riserva DOC 1998, Cantine Contini
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Festa Noria, Vino rosso Liquoroso, Santadi
segreteria@ais.sardegna.it
Sommelier Attilia Medda: 339 125 3000 – Sommelier Luigi Regaglia: 340 840 5003
Dettagli Evento
Modalità di partecipazione:
- Data: venerdì 24 aprile 2026 Museo del vino di Berchidda via GianGiorgio Casu n. 5
- Orario: 19:30
- Contributo Soci 2026: € 50,00 (in regola con la quota associativa 2026)
- Posti disponibili: 40
- Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti entro il 23 aprile 2026
- Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. Dal rimborso della quota sarà detratta una somma di €5,00 a titolo di spese amministrative. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
- Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti (per l’inserimento in lista d’attesa inviare un messaggio whatsapp al 3408405003).
- Bicchieri da degustazione: i partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i bicchieri.
EVENTO RISERVATO AI SOLI SOCI IN REGOLA CON LA QUOTA AIS 2026
NON SONO AMMESSE ISCRIZIONI E PAGAMENTI A NOME DI SOCIETÀ E TITOLARI DI PARTITA IVA IN GENERE

da Simona Gulli | Apr 7, 2026 | 2026, Articoli, Laboratori, News
Ci sono distillati che si lasciano bere con facilità, e altri che chiedono attenzione.
Il gin appartiene a entrambe le categorie: immediato al primo sorso, ma sorprendentemente complesso quando si prova a comprenderlo davvero. E’ sicuramente uno dei distillati più sfaccettati del panorama contemporaneo. Dietro la sua apparente immediatezza si nasconde un equilibrio delicato tra tecnica, selezione delle materie prime e sensibilità aromatica. Negli ultimi anni è diventato uno dei protagonisti assoluti della miscelazione moderna, spesso però ridotto a semplice base per cocktail. In realtà, dietro ogni bottiglia si nasconde un lavoro preciso fatto di selezione delle botaniche, equilibrio aromatico e scelte produttive che ne determinano identità e stile.
Il 22 aprile ci aspetta GIN EXPERIENCE che nasce con l’obiettivo di portare i partecipanti dentro questo sistema, offrendo strumenti concreti per leggere, comprendere e distinguere.
La degustazione sarà articolata in due momenti distinti, pensati per restituire al gin tutta la sua profondità.
Una prima parte sarà dedicata all’assaggio in purezza: un passaggio fondamentale per entrare davvero nell’essenza del distillato, senza mediazioni.
È qui che emergono le differenze più sottili, che si riconoscono le botaniche, che si inizia a cogliere il lavoro che sta dietro ogni bottiglia.
La seconda parte porterà invece il gin nel suo territorio più noto, ma spesso meno compreso: la miscelazione.
Il distillato diventa protagonista all’interno del bicchiere, dialoga con altri elementi, cambia prospettiva. È qui che tecnica, equilibrio e sensibilità fanno la differenza.
A guidare questo passaggio sarà Andrea Balleri, professionista di riferimento nel panorama della miscelazione italiana, che accompagnerà i partecipanti in un percorso completo: dalla lettura del gin in purezza fino alla sua espressione nel bicchiere. Non si limiterà a eseguire, ma porterà dentro l’universo del gin, rendendo chiari passaggi, scelte e logiche che stanno dietro ogni preparazione.
Dalla materia prima all’equilibrio finale, ogni elemento verrà messo a fuoco con precisione. Il suo approccio è essenziale, diretto, privo di sovrastrutture: tecnica, esperienza e la capacità rara di rendere accessibili anche i concetti più complessi.
Due momenti diversi, ma profondamente legati: prima comprendere, poi osservare come quella stessa identità si evolve.

Gin
Roku Gin
Plymouth Gin
Monkey 47 Gin
Gin Malfy rosa Gin
Su Gin (Myrsine)
Gin Macchia Selvaggio
Cocktail con Gin
Cocktail Martini
Gin Tonic
cagliari@ais.sardegna.it
Sommelier Simona Gulli 370 1232810
Se siete interessati, affrettatevi a formalizzare la vostra iscrizione; i posti disponibili sono solo 40.
Dettagli evento:
- Data: mercoledì 22 aprile 2026
- Relatori: Sommelier Andrea Balleri
- Sede: Caesar’s Hotel – Via Charles Darwin, 2/4, 09126 Cagliari CA
- Orario: 20:00
- Contributo Soci: € 50,00 (in regola con la quota associativa 2026)
- Posti disponibili: max 40
- Scadenza iscrizioni: fino ad esaurimento posti ed entro il 20 aprile 2026
- Disdetta iscrizioni: Se dopo la prenotazione l’iscritto fosse impossibilitato a partecipare dovrà darne avviso all’organizzazione tempestivamente e comunque entro le 48 ore precedenti il seminario. Dal rimborso della quota sarà detratta una somma di €5,00 a titolo di spese amministrative. La mancata presentazione o la disdetta a meno di 48 ore dall’inizio dell’evento non daranno diritto al rimborso.
- Lista d’attesa: All’esaurirsi dei posti, gli iscritti saranno inseriti in lista d’attesa (esclusivamente tramite mail a cagliari@ais.sardegna.it) e contattati secondo l’ordine di iscrizione non appena si dovessero liberare dei posti.
- Bicchieri da degustazione: i soci e sommelier partecipanti dovranno dotarsi della valigetta con i bicchieri.
EVENTO RISERVATO AI SOLI SOCI IN REGOLA CON LA QUOTA AIS 2026
NON SONO AMMESSE ISCRIZIONI E PAGAMENTI A NOME DI SOCIETÀ E TITOLARI DI PARTITA IVA IN GENERE
